Crea sito
Lin Yung Cheng

Lin Yung Cheng, quello che le donne non dicono

La fotografia è spesso usata per giustificare le cose indirettamente. Non ci sono parole che accompagnano l’immagine, non v’è alcun suono, neppure le istruzioni su come interpretare. Sono gli spettatori che analizzano con il proprio modo ciò che vedono. Come afferma il fotografo taiwanese Lin Yung Cheng :

non c’è nessuna spiegazione per le mie immagini perché vorrei avere interpretazioni diverse e varie, e vorrei vedere quali siano .

Lin Yung Cheng, un erotismo mai banale

Lin Yung Cheng , aka 3cm, si concentra sul corpo in una delle sue manifestazioni più intense e profonde: la sessualità e l’erotismo.

Nessuna espressione del viso, un erotismo esplicito che non è mai mostrato.

Per Lin la fotografia è un mezzo attraverso il quale scoprire il surreale nella nostra vita quotidiana, creare immagini irrazionali che si beffano dell’erotismo attraverso dei giochi concettuali e viceversa, si prendono gioco di un certo gusto estetico essenziale attraverso una sensualità misteriosa e pungente.

Lin Yung Cheng

Lin Yung Cheng – 0275

La sessualità, le mestruazioni, la maturità o la nascita sono alcune delle questioni che esplora con la sua macchina fotografica. I suoi scatti riflettono perfettamente gli stati d’animo e le situazioni che una donna vive su una base quotidiana.

Il corpo femminile appare lacerato e sofferente. Le posizioni contorte che i corpi assumo all’interno delle composizioni e l’inserimento di dettagli irrazionali rendono surreale e a tratti inquietante il complesso mondo che il fotografo descrive.

Lin Yung Cheng

Lin Yung Cheng – 3899

La ricerca esasperata della bellezza e lo sfruttamento del corpo femminile come oggetto del desiderio si trasformano in ossessione e sofferenza. Elementi come una rosa o un filo rosso ci guidano in questa analisi interiore trapassando i corpi, cucendo la pelle in una metafora del dolore che rende le donne vittime della propria immagine e ne colpiscono il lato più sensibile.

Lo sapevi che a dimostrare la propria gratitudine si diventa il 25% più felici?
Ipotizziamo che ti stia piacendo l’articolo, cosa ti costa allora fare click sul pulsante +1? 🙂 Potresti rendermi così felice….

Lin Yung Cheng

Lin Yung Cheng – 9989

 

Vuoi vedere altre sue foto? Clicca qui

 

 

Tutte le immagini sono copyright © di Lin Yung Cheng

 

Fonte: urbancontest.com

morewithlessdesign.com

collater.al

Tatiana Lëshkina

HART+LËSHKINA, al di là della presenza fisica

Gli ingredienti di Tatiana Lëshkina + Erik Hart

Quando si inizia a cuocere una torta o fare un pasto, è necessario prima avere gli ingredienti di base. Lo stesso avviene nell’arte. Hart e Lëshkina, un duo con sede a New York, iniziano con la fotografia, l’immagine in movimento e la creatività. Tutti disposti su una linea, ogni ingrediente viene aggiunto e miscelato nella ciotola. Una volta mescolati, vengono aggiunte le spezie e gli aromi. Per Hart + Lëshkina, questi cambiano con il contesto. Trasferendo le proprie competenze da progetto a progetto, il team creativo composto da Tatiana Lëshkina e Erik Hart, ha la capacità di modificare, levigare e trasformare gli ingredienti in base a qualsiasi scopo.

WALK-LINE Tatiana Lëshkina e Erik Hart

WALK-LINE, Tatiana Lëshkina e Erik Hart

I loro clienti includono Open Ceremony, Levis, Another ed i-D. Mentre ogni progetto è unico al suo scopo, proprio come qualsiasi chef, Hart e Lëshkina hanno la propria specialità. Le loro creazioni sono morbide e dai toni sottili, ma robusti e affilati nella struttura. Le immagini sono pulite, ma astratte. Definito, ma aperto. Nel complesso, però, una volta che hai visto una sequenza di immagini, non rimane che desiderare sempre di più.

Erik Hart & Tatiana Leshkina, from series Esmeralda, New York

Erik Hart & Tatiana Leshkina, from series Esmeralda, New York

Il loro libro limitato “Navsegda” (Forever) è il dialogo silenzioso tra i due artisti, un manufatto composto dalle loro opere selezionate dal 2009 al 2012. Indagano i valori di solitudine e fragilità, nonostante l’indifferenza del mondo che li circonda. L’idea di eternità come privazione di spazio e tempo. Gli elementi statici non sono soggetti a degrado se sono congelati in frammenti digitali. La condizione umana è sperimentata ed espressa con ingenuità cosciente e fredda oggettività. La distanza, la vita quotidiana, le esperienze condivise, e pensieri comuni sono raccolti in tre anni di narrazione visiva, intima ed emozionale.

Copertina del libro Navsegda, Tatiana Lëshkina e Erik Hart

Bellezza transitoria:  Hart + Lëshkina

La coppia ha lanciato a settembre 2016 l’ultima monografia dal titolo evocativo, Beyond the Clouds . Rivela Hart “E ‘astratto ed evoca una sensazione di galleggiamento,richiama anche le associazioni con la trascendenza”.

Progettato dallo stimato regista giapponese arte e graphic designer Hideki Nakajima, dal quale Hart e Lëshkina sono stati introdotti a Tokyo lo scorso settembre, il libro è una serie delicatamente composta da fotografie still life e ritratti, legato, come spiega Lëshkina “, dal desiderio di trascendere la loro fisicità.” Infatti, tutti gli oggetti e materiali raffigurati in tutto sono uniti dalla loro stati diversi di impermanenza.

Tratto dal libro Beyond the Clouds, Tatiana Lëshkina e Erik Hart

 

Vuoi vedere altre loro foto? Clicca qui

 

 

Tutte le foto sono copyright © di Tatiana Lëshkina e Erik Hart

hartleshkina.com

 

 

 

Fonte: arcademi.com

ignant.com

anothermag.com

 

Was-ist-Metaphysik-2

Michele Durazzi, Was ist Metaphysik?

L’architettura filosofica di Michele Durazzi

Was ist Metaphysik? è un progetto dell’artista Michele Durazzi, una serie di lavori digitali in cui la figura umana si aggira tra paesaggi freddi e geometrici.

Was ist Metaphysik? – Michele Durazzi

Un’esplosione di bianco domina l’intera struttura architettonica intervallata occasionalmente da qualche macchia di colore. Evidenzia così la piccolezza della figura umana. Questo artista poliedrico e magnetico con base a Firenze, crea immensi spazi architettonici in cui la piccola esistenza umana viene sovrastata da forme scultoree ed essenziali che affascinano lo spettatore trasportandolo in una realtà metafisica dominata da cieli blu cobalto.

Was ist Metaphysik? – Michele Durazzi

Questi dettagli architettonici vengono riprodotti al computer e affiancati a paesaggi naturali dando vita a vere e proprie scenografie metropolitane. Le immagini 3D, non raffiguranti reali costruzioni, si concentrano su elementi geometrici. Lasciano dietro di sè un retrogusto filosofico, la serie infatti prende il nome dal celebre lavoro del filosofo tedesco Martin Heidegger.

Was ist Metaphysik? – Michele Durazzi

Concepita come “narrazione attraverso il dettaglio architettonico”, il suo lavoro esiste all’incrocio della fantasia e della fantasia, dove esistono strutture impossibili a fianco di paesaggi e scene familiari. Il “viaggio all’interno del surreale minimalismo” vede la genuinità dell’immagine esplorata attraverso un’occupazione umana che determina anche la scala e la vastità dello scenario particolare. Di conseguenza, lo spettatore è tenuto a colmare le lacune nel pensiero cognitivo, come per compensare un’area premeditata di cecità parziale.

Was ist Metaphysik? – Michele Durazzi

“Si potrebbe dire che le cose migliori nascono quando si è da soli, liberi da ogni condizionamento esterno, cioè dai trend, dalle aspettative degli altri o da quello che credi si aspettino.”

 

Vuoi vedere altre sue foto? Clicca qui

 

 

 

Tutte le immagini sono copyright © di Michele Durazzi

http://www.d-arkroom.com/

 

Fonte: blogger.centoparole.it

designboom.com

 

senza testa

Gabriel Isak, immagini di un mondo interiore

L’inconscio diventa immagine

Gabriel Isak è nato a Huskvarna, in Svezia.

Le sue immagini surreali sono caratterizzate da oscurità e atmosfere malinconiche. I toni freddi dell’acqua e la suggestione della nebbia, minimalismo e cupo romanticismo.

Le figure solitarie popolano una natura desolata tra toni di grigio e ghiaccio. I volti nascosti dai capelli, da tende sottili, timidi e misteriosi, raccontano attimi vulnerabili.

Momenti d’intimità costruiti sull’equivoco.

The Shadow and the Self - Gabriel Isak

The Shadow and the Self – Gabriel Isak

Utilizza la fotografia come metafora per le esperienze dell’anima creando fotografie semplici in forma, ma ricche di idee ed emozioni. Le sue immagini implicano scene surreali e melanconiche ispirate dal mondo interiore dei sogni e della psicologia.  L’obiettivo dell’arte di Isak è quello di riflettere sulle esperienze umane che consentiranno allo spettatore di riflettere sul proprio cammino.

The Shadow and the Self - Gabriel Isak

The Shadow and the Self – Gabriel Isak

E’ un maestro di sottigliezza, mescolando il lavoro apparentemente semplicistico con sfumature che suggeriscono temi e messaggi molto più profondi. Isak invita lo spettatore a interagire con il mondo interno di figure solitarie che simboleggiano i nostri stati inconsci. L’immagine sono semplici, efficaci, ma nascondono una struttura complicata.

The Blue Journey - Gabriel Isak

The Blue Journey – Gabriel Isak

Anche se questo è un tema ricorrente in tutta l’opera di Isak, le due serie che più profondamente rappresentano questo approccio sono The Blue Journey e A Forest Tale . Esplora i suoi soggetti in un mare e cielo infinito come sfondo, con le foto che vanno dal semplice (un uomo guarda attraverso la nebbia oceano verso una barca) al surreale (una figura senza testa “affronta” la fotocamera con un uccello nero in bilico sopra il colletto).

Ogni collezione è impressionante, struggente, e profondamente emotiva, nonostante la calma serena delle loro impostazioni.

The Blue Journey - Gabriel Isak

The Blue Journey – Gabriel Isak

Gabriel ha ricevuto il suo BFA in Fotografia dalla Academy of Art University nel 2016. Attualmente risiede a New York.

The Red Line - Gabriel Isak

The Red Line – Gabriel Isak

 

Vuoi vedere altre sue foto? Clicca qui

 

tutte le immagini sono © – Copyright di Gabriel Isak

gabrielisak.com

Fonte: collater.al

noell_s_oszvald_2

Noell Oszvald, tra surrealismo e realtà

Silenzi in bianco e nero

Noell Oszvald è una fotografa autodidatta ungherese di 25 anni. I suoi scatti sono autoritratti surreali e concettuali, composizioni perfettamente costruite, fughe e geometrie. Un bianco e nero scarno e doloroso che accompagna un silenzio spietato. Lunghe ombre e deserti freddi, abiti essenziali per autoritratti monocromatici, i colori sono fonte di distrazione, come afferma lei stessa. Figure che ti trasportano in atmosfere silenziose, da cui, una volta entrati, è difficile uscire senza aver fatto i conti con le proprie emozioni.

 

Autoritratto - Noell Oszvald

Autoritratto – Noell Oszvald

Incredibile pensare che la giovane Noell ha iniziato a fotografare da pochissimi anni. Tante idee in mente e volontà di creare, ma senza l’abilità per esprimersi (ad esempio disegno). Inizia perciò a sperimentare con la pittura digitale e quindi la manipolazione delle immagini che l’hanno portata poi alla fotografia.

Autoritratto - Noell Oszvald

Autoritratto – Noell Oszvald

Nelle immagini presentate in questo articolo troviamo gli autoritratti di Noell. Tutte le immagini sono molto personali. E’ tecnicamente più complicato scattare autoritratti, ma Noell trova più onesto a svolgere il ruolo di se stessa per trasmettere le sue emozioni ed esperienze personali attraverso questi scatti concettuali.

Autoritratto - Noell Oszvald

Autoritratto – Noell Oszvald

Anche se le immagini strettamente connesse a Noell, la riduzione a composizione, forma e contenuto permette ai suoi spettatori di relazionarsi con loro senza essere influenzato dal suo aspetto. Questo è il motivo per cui non ha mai davvero mostrato la sua faccia.

Autoritratto - Noell Oszvald

Autoritratto – Noell Oszvald

Molto giovane ma con le idee già chiare, Noell scatta solo in bianco e nero e non dà mai una descrizione alle sue foto.

“Non voglio dire alla gente cosa vedere nelle mie immagini, questo è il motivo per cui non ho mai scritto veramente le descrizioni dei vari titoli”.

Per lei i colori sono fonte di distrazione ecco perché ha scelto di scattare esclusivamente in bianco e nero.

“Mi sento allo stesso modo per i vestiti e altre questioni di apparenza, ecco il motivo per cui mi piace ridurre le mie immagini a forme, composizione e contenuto”.

 

Vuoi vedere altre sue foto? Clicca qui

 

tutte le immagini sono © – Copyright di Noell Oszvald

Fonte: http://cargocollective.com/noelloszvald

urbancontest.com