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Una Berlino dai colori pop

Matthias Heiderich è un giovane fotografo autodidatta e musicista tedesco che ha passato la maggior parte della sua vita tra Amburgo e Berlino.

Proprio a Berlino ha realizzato gran parte dei suoi fantastici scatti, con i quali è riuscito a irrompere nel mondo della fotografia distinguendosi subito per il suo stile riconoscibile. Ha cominciato da subito con la ricerca sul territorio, l’architettura, il rigore formale e l’interpretazione personale, realizzando delle serie fotografiche estremamente coerenti per composizione e cromie.

Il suo stile è fortemente influenzato da architettura, grafica, colore e dal paesaggio urbano. Linee, modelli, colori si fondono in composizioni astratte, algide e minimaliste dai colori saturi.

Material II – Matthias Heiderich

Heiderich ha passato gli ultimi anni in giro per Berlino sulla sua bicicletta, alla ricerca di geometrie perfette, architetture particolari, ombre e colori. Le ha fotografate sia con fotocamere analogiche, su pellicole di medio formato, che con fotocamere digitali.

Per realizzare le varie serie Reflexiones e Reflexionen (Eins, Zwei, Drei) ha vagato attraverso la metropoli tedesca, nelle zone industriali e nei centri abitati. I suoi lavori seguono una linea riconoscibile e coerente.

Systems / Layers III – Matthias Heiderich

Mai fuori tema, Matthias Heiderich vaga alla ricerca di particolari architettonici da incorniciare nel cielo azzurro di Berlino. Angoli di palazzi, lampioni, dettagli dai colori pastello, ombre e geometrie perfette diventano i soggetti dei suoi scatti. Non è semplice fotografia di architetture, ma ricerca di colore e composizioni che ipnotizzano lo spettatore.

Grazie a un essenziale lavoro di post-produzione, esalta i dettagli della città, tenendo fuori il resto del contesto urbano.

Systems / Layers III – Matthias Heiderich

Nel 2008 ha iniziato a scattare foto da autodidatta. Inizialmente fotografava qualsiasi cosa trovasse interessante senza preoccuparsi molto dell’attrezzatura o della composizione. Ha sviluppato il suo personale punto di vista col tempo attraverso la pratica e osservando molti portfolio su interntet, libri, riviste e mostre.

Reflexiones – Matthias Heiderich

Specialmente la Berlino ovest è piena di architetture strane ed interessanti. Heiderich è attratto dall’architettura strana e unica, un po’ futuristica; in generale è attratto da qualsiasi cosa retrofuturistica e pseudo aliena.

. “A volte con gli edifici è come con gli incidenti stradali, è difficile distogliere lo sguardo anche se non è piacevole. Sono attratto più dai brutti edifici che da quelli belli.”

Reflexiones – Matthias Heiderich

La fotografia si unisce alla musica

Ha pubblicato un libro dal titolo “Alveare” che riunisce la sua fotografia alla musica del compositore italiano Andrea Belfi. Heiderich cattura l’architettura italiana in tutte le sue forme angolari e amplifica la spigolosità della musica di Belfi.

Alveare sembra essere la fusione della storia con la modernità in modi che mostrano come l’abbraccio di uomo di artificio, tramite architettura e musica meccanizzata, è allo stesso tempo accogliente e allo stesso tempo pericolosamente inconoscibile. La deserta fotografia di Heiderich invita lo spettatore a chiedersi se tutti sono andati via o se semplicemente mai arrivati, in primo luogo. In egual misura, la musica di Belfi è più estranea che umana, in questo contesto, con la sua miscela di tamburi dal vivo e suoni elettronici modulati – è come se Belfi stia catturando la tensione di uomo che cerca di controllare la macchina.

Guarda il video e scopri di più sul risultato di questa splendida collaborazione.

Systems / Layers II – Matthias Heiderich

 

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Tutte le immagini sono copyright © di Matthias Heiderich

Fonte: matthias-heiderich.de

fluid-radio.co.uk

artwort.com

 

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