001-paolo-pettigiani-theredlist

Il minimalismo geometrico di Paolo Pettigiani

Paolo Pettigiani, 25 anni oltre che fotografo anche grafico, molto attento nello scoprire il lato minimal delle cose che ama fotografare da diversi punti di vista.
I suoi lavori sulle geometrie minimal di edifici colorati hanno non pochi richiami alla pittura dei neoplasticisti come Mondrian, infatti lo stesso Paolo descrive così la sua ricerca:

“Un contesto in cui le forme diventano un pretesto di esplorazione degli spazi, svincolandosi dalla sua immagine reale, per renderla emotivamente più rilevante.
La geometria, il minimalismo e la grafica sono i punti essenziali di questo mio lavoro: uniti in un’unica fotografia con l’intenzione di decontestualizzare gli edifici dal luogo circostante. In questo modo le fotografie descrivono un “non-luogo”, dematerializzato dalla sua stessa fisicità.
Da non sottovalutare poi è il cielo, la parte più importante e unico elemento che unisce tutti gli scatti. A differenza degli edifici il cielo è in continuo mutamento ed è quindi “lui” a stabilire il momento perfetto per lo scatto: i colori delle architetture, le ombre, le luci ed il contrasto visivo sono tutte parti fondamentali del mio progetto.

Geometrie #1 , Paolo Pettigiani

Geometrie #1 , Paolo Pettigiani

Creare è prerogativa dell’artista, quello del fotografo è di plasmare un’immagine, la fotografia di Paolo è senza dubbio creazione artistica. Se non sapessimo che sono fotografie diremmo che sia pittura, o disegno, o chissà che altro, ma di sicuro non è l’oggetto con cui si forma l’arte ad avere valore, di sicuro è la ricerca, la prospettiva, l’idea dell’artista nel creare l’immagine ad arte.

SHAPEGUARD / Miami Rescue Towers , Paolo Pettigiani

SHAPEGUARD / Miami Rescue Towers , Paolo Pettigiani

Una New York irreale fotografata con una lente a infrarossi è il suo nuovo progetto

Il nuovo progetto del fotografo Paolo Pettigiani, è dedicato a una New York vista attraverso una luce del tutto nuova, quella dell’infrarosso. Il fotografo e designer italiano ha infatti realizzato una serie di scatti usando una lente a infrarossi che ha trasformato la città in qualcosa di mai visto prima.

Se il cielo è diventato uno sfondo irreale e ancora più lontano ben diverso è stato il risultato del trattamento sui prati di Central Park. Qui il verde dell’erba è diventato un rosso innaturale e quasi rosa, simile a quello dei gelati alla fragola degli anni ’80 pieni di coloranti chimici.

Infrared NYC I, Paolo Pettigiani

Infrared NYC I, Paolo Pettigiani

Un’idea semplice ma efficace, che Pettigiani ha messo a punto nel giro di pochi giorni: le sue foto a infrarossi sono state infatti scattate nelle prime due settimane di permanenza a New York, dove il fotografo e designer italiano si è trasferito da Torino.

In un tempo così condizionato dai filtri e in cui la manipolazione fotografica, seppur a livello base, è diventata patrimonio di tutti, la scelta di alterare all’origine l’aspetto di una foto rappresenta una differenza significativa a livello di approccio e impostazione tecnica. Al di là di questa caratteristica, le foto di Pettigiani sono quasi rigorose: ampie porzioni di cielo e scorci di paesaggio. Immagini classiche a loro modo, in cui questi due elementi fanno tutto il gioco della composizione.

E X P O, Paolo Pettigiani

E X P O, Paolo Pettigiani

Un approccio simile a quello tenuto sempre da Pettigiani in un altro progetto, datato 2015. Dai parchi e grattacieli di New York ci spostiamo ai padiglioni temporanei della Milano dell’EXPO.

Strutture al centro dell’attenzione e degli sguardi di milioni di persone per sei mesi e ora, meno di un anno dopo, del tutto dimenticati. In quel caso nessun filtro o lente particolare, ma la volontà di incastonare con millimetrica precisione colori e forme, cercando con forza ossessiva di rimarcare il confine tra il padiglione e il cielo.

«Mi piace come nelle mie immagini gli edifici vengano decontestualizzati da tutto ciò che li circonda» ha dichiarato a riguardo «In occasione dell’Expo 2015 ho pensato di unire in un unico progetto e in unico stile architetture provenienti da ogni parte del mondo».

Se con le foto di New York Pettigiani ha ridotto tutto a due colori che si scontrano tra loro, nel progetto dedicato a EXPO ha lavorato sempre per sottrazione, ma andando in un’altra direzione: in questo caso, la regola del due prevede che rimanga solo il contatto tra forme solide e il potentissimo blu del cielo. Ondulate o spezzate, le silhouette dei padiglioni si stagliano su uno sfondo uniforme e inscalfibile nel suo essere perfettamente monocromo, senza sfumature di sorta.

E X P O, Paolo Pettigiani

E X P O, Paolo Pettigiani

Due lavori totalmente diversi tra loro, ma entrambi segnati dalla volontà di ridurre al minimo gli elementi presenti negli scatti, riducendo a una coppia ciò che è presente nel quadro: due colori o due forme, perché in un tempo in cui immagini e foto di ogni tipo ci sommergono a ogni swipe di smartphone, andare all’essenziale è uno dei pochi modi per affermare la propria cifra stilistica. E la regola del due di Paolo Pettigiani è un ottimo modo per raggiungere questo obiettivo.

 

Vuoi vedere altre sue foto? Clicca qui

 

 

Tutte le immagini sono copyright © di Paolo Pettigiani

paolopettigiani.com

 

 

 

Fonte: organiconcrete.com

elita.it

 

Tags:

Comments are closed.